COSTA SMERALDA EXPORT
IL TURISMO DI LUSSO SCOPRE LA GIORDANIA


Sono cinque anni che Jean Claude Le Suisse non si vedeva in giro per la Costa, o quasi. Sapevamo che era in Giordania e abbiamo deciso di andare a vedere cosa stesse combinando laggiù l’architetto che ha plasmato, col suo inconfondibile stile, tante ville e grandi strutture della Costa Smeralda. Una missione semplice, tre ore e mezza di volo da Roma ed eccoci sulle rive del Mar Rosso tra le barriere coralline e le incredibili sfumature e profondità delle montagne di Aqaba che furono teatro dell’impresa di Lawrence d’Arabia.


La torre del Dock 10 - Foto Tiziano Canu

Ci aspetta un angolo di mondo ospitale e affascinante, siamo eccitati all’idea di visitare l’antica città di Petra e girare anche noi qualche metro di pellicola (digitale of course) tra le montagne di Wadi Rum dove - siamo persuasi - George Lucas ha copiato paesaggi a man bassa. Ma quello che abbiamo “scoperto” durante la nostra ricerca dell’architetto perduto (la citazione è pertinente, qui è stato girato anche Indiana Jones) è una sorpresa e una rivelazione inaspettata, come se andassimo in un pub a sentire un po’ di musica e sul palco ci fosse Sting in persona.


Petra - foto  Tiziano Canu

Aqaba si apre al turismo internazionale e lo fa con una determinazione degna, fatte le debite proporzioni, della Costa Smeralda alla sua nascita. Catene alberghiere del lusso fanno a gara per accaparrarsi le posizioni migliori, nascono porti e complessi residenziali destinati ad ospitare un turismo ricco per tutto l’anno: il clima qui è mite, e il caldo dei due mesi estivi è asciutto e salutare. Ovunque cantieri aperti e grandi opere che cambiano il volto della città. 

Il mondo scopre la Giordania e scommette sul suo futuro.
Da un punto di vista amministrativo Aqaba è ora zona a statuto speciale, un esperimento di sviluppo rapido e adeguato ai tempi. Sotto la spinta del ASEZA e della connessa Aqaba Development Corporation, l’Ente turistico, l’area compresa tra Aqaba, Petra e Wadi Rum è oggi un triangolo d’oro per il turismo ma anche per gli investitori stranieri. Il nostro architetto con il suo team lavora a una struttura simbolo della straordinaria capacità giordana di proporsi oggi sul mercato.



Petra - Foto Tiziano Canu

AYLA 

Ayla è un ottimo esempio per raccontare la frenesia di progresso che si è impadronita della pacifica, accogliente e gradevole Aqaba: quattrocento e trenta ettari interamente recintati ed energeticamente autosufficienti grazie a una coltivazione di pannelli solari, vicino a uno strepitoso campo da golf da 18 buche, più nove buche di campo pratica, firmati da Greg Norman, con Clubhouse e vista sul golfo. 


Ayla Golf Course - foto Tiziano Canu 

Il resort, ma vista la superficie sarebbe meglio chiamarlo comprensorio, ospita tre grandi bacini privati di acqua salata che viene pompata dal pulitissimo Mar Rosso in ragione di 1 milione di litri al giorno, pesci compresi, a una quota di 3m sul livello del mare. L’acqua, dopo aver bagnato 17 spiagge e 5 beach club , ricade verso il livello più basso che ospita il “Residence Marina” fatto di lussuosi appartamenti che si affacciano su pontili che possono ospitare 300 yacht fino a 40 metri di lunghezza, 120 dei quali possono godere del rimessaggio al coperto nel nuovo cantiere poco distante.


Ayla  - foto Tiziano Canu 

Arrivare al dock10, la parte di Ayla sviluppata da Jean Claude Le Suisse e dal suo team, nelle cui file milita anche il “nostro” decoratore Carlo Cianfrocca, è un’emozione che ricorda gli anni d’oro della Costa Smeralda: il clima e l’entusiasmo sono gli stessi, e Jean Claude vi ha messo a frutto tutta l’esperienza maturata sulla nostra costa. Per nulla a disagio con le maestranze locali ed egiziane, ha appena terminato un piccolo gioiello di quello che ameremmo definire architettura delle vacanze: la suggestione di un mondo diverso, eppur familiare, mura e aperture che ci guidano in una dimensione altra, inusuale e divertente, verso l’homo ludicus che alberga in ciascuno di noi. 


Petra - Foto Tiziano Canu

A dieci minuti di distanza c’è l’aeroporto, che ora ospita anche uno scalo per jet privati e un’accademia di pilotaggio. Nei piani della Aqaba Development Corporation ci sono altri porti commerciali, ciascuno specializzato nel trattamento di beni specifici. I giovani che studiano alla Aqaba University of Technology contribuiranno al rapido sviluppo dell’area, già molto sensibile alla sostenibilità: sono molto severe le restrizioni sull’inquinamento, che è monitorato da stazioni che ne rilevano la presenza nell’aria e nel mare. 



Il boom giordano non si basa solo sul turismo. Aprono fabbriche di tessili, di alluminio e lavorazioni delle materie prime di cui il territorio è ricco, in primis potassio e silicio. C’è anche una fabbrica cinese di luci a Led. L’industria si estende verso l’area di Guera, tagliando completamente fuori Aqaba dal traffico industriale e lasciandole il posto di regina dell’accoglienza turistica. Nonostante la città sia assolutamente tranquilla, i controlli di sicurezza sono presenti ovunque, sia quelli pubblici che quelli privati. La loro funzione è soprattutto trasmettere il messaggio di un paese facile, praticabile e sicuro. 

I cantieri sono quasi tutti in chiusura lavori. L’elenco è impressionante, a partire dall’Aqaba Recreational Center, un cinema teatro con modernissimi spazi espositivi e ristoranti che servono le persone che seguono le mostre o assistono agli spettacoli. Per il 2021 sono operativi due Water Park, un osservatorio per gli uccelli migratori, diversi nuovi diving attrezzati. Nel golfo di Aqaba sono stati affondati un aeroplano e un carro armato per la gioia dei selfisti subacquei. Anche il nuovo porto sarà pronto per allora. Con un’auto in affitto o, in unprossimo futuro con una sorta di Uber, sarà d’obbligo lasciare il mare verso l’interno.



Passare per il deserto ti prende il cuore - non si sa come faccia ma nonostante sia brullo e roccioso è anche ospitale e accogliente. I cammelli brucano piccoli arbusti che crescono nella sabbia rossa. La pace regna sovrana, l’aria è pulitissima, asciutta, corroborante e preziosa.

In giornata si va comodamente a Petra, appena un’ora e mezza di distanza. Passando per la King’s Road si ricalcano le orme di migliaia di carovane che in antichità andavano dall’Africa fino in Cina, facendo sosta nella stupefacente città scavata nella roccia, patrimonio dell’umanità e sito archeologico tra i più famosi al mondo. Non distante è Little Petra, in un’area leggermente più brulla e affascinante, in cui sembra di essere davvero sulla luna - impressione rafforzata dallo straordinario resort con (ottimo) ristorante di Bubble Petra, fatto di igloo termici che stanno su grazie al costante flusso di aria compressa. La stellata del deserto è protagonista della notte e ce la si può godere dalla propria Jacuzzi esterna o dal letto, attraverso il soffitto trasparente delle “bolle” di Bubble Petra




Più rapida, ma non meno emozionante, l’escursione a Wadi Rum, attraversando le rotaie dell’antica linea ferroviaria a scartamento ridotto che risale all’impero ottomano. Ogni scenografo dovrebbe passare da qui almeno una volta nella sua vita. Non una macchina, solo un cielo azzurro basso sopra le nostre teste e colline che esprimono tutte le sfumature del bruno. Quello che il paesaggio trasmette è un senso ancestrale di appartenenza, che in qualche modo misterioso fa sentire a casa. 


Le antiche Rune di Wadi Rum - Foto Tiziano Canu

Le rocce di Wadi Rum portano iscrizioni risalenti al paleolitico che ci sembra si saper decifrare, come un linguaggio imparato in un’altra vita. Su queste alture mirabolanti che si esplorano accompagnati da guide locali su fuoristrada o cammelli, si può soggiornare in tende beduine per godere appieno dell’esperienza del deserto. Aqaba, Petra e Wadi Rum ci aspettano a braccia aperte. Buon cibo, musica e mercati, il Mar Rosso e la barriera corallina, una natura unica e uno sviluppo lampo, la maggior parte del quale sarà completato nel 2020 e 2021, in pratica domani. 


A presto vederci in Giordania.



S c o p r i   i l   m o n d o