PIONIERI !
COSI INIZIO' L'AVVENTURA DELLA COSTA

Nulla di nulla ! La rada di Porto Cervo nel 1961 - Foto Archivio Nello di Salvo

Era l'estate del 1961. Ci dirigevamo in macchina verso una baia conosciuta anche allora come Liscia di Vacca. Alla fine di una salita s'apriva ai nostri occhi una splendida baia acciambellata in una piega dolce della terra. Sullo sfondo, le rocce di montagne slanciate verso l'alto quasi come le Dolomiti; l'orizzonte davanti a noi né troppo chiuso né troppo vasto. Fu amore a prima vista. C'erano anche alcune case bianche di contadini, gli stazzi, e questo ci piaceva: non eravamo soli in mezzo al deserto. "E' proprio quello che cerchiamo" pensammo. Liscia di Vacca diventò la nostra casa, il nostro sogno realizzato, il centro delle nostre aspirazioni. Cominciarono le trattative per l'acquisto di uno stazzu sulla collina immerso nella macchia mediterranea dal quale si godeva di una vista magica. Era molto primitivo, non aveva acqua corrente, elettricità o telefono e, cosa che ci pareva la peggiore di tutte, mancava il frigorifero. Iniziammo i lavori molto presto; davanti costruimmo una terrazza e all'interno una cucina moderna. La vita lì ricordava un campeggio dei boy-scout. 


M.me Gisèle Podbielsky, una delle prime straniere in Costa Smeralda, autrice di questo racconto. 

Avevamo delle lampade a petrolio e avevamo organizzato una doccia rudimentale utilizzando un tubo dell'acqua, che si snodava sul terreno come un lungo serpente nero. Comprammo una jeep per affrontare meglio le strade dissestate. In casa nostra c'è sempre stata un'atmosfera speciale; le feste con poche o tante persone che venivano da tutto il mondo, erano sempre un gran successo grazie alla magia che regnava in quel posto e che creava una comunicazione facile ed amichevole. Per i primi anni la nostra casa sulla collina era veramente l'unico posto dove andare, ma con il passare del tempo furono costruite altre case e Porto Cervo cresceva: il Consorzio s'espandeva e la Costa Smeralda era diventata una meta obbligata per molti. I nostri libri degli ospiti raccontano una storia di gratitudine per la pace e la bellezza del posto e per i nuovi amici conosciuti. Nel 1963 ci trasferimmo in una nuova casa sul mare che chiamammo Villa René, nome di battesimo di mio marito. Inizialmente c'erano solo la sala, la cucina e la terrazza.  Le stanze da letto vennero aggiunte l'anno seguente. La casa, molto bassa, dal tetto leggermente ondulato coperto da tegole vecchie, intonacata secondo l'uso che nasceva in Costa, sembrava che ci fosse sempre stata. Internamente, il salone ovale aveva spesse pareti per proteggerla dal caldo e dall'umidità, e la sua forma indovinata la rendeva intima ed accogliente, per quanto in grado di ospitare feste con cento invitati. Sotto la casa, una piattaforma naturale tra due grandi rocce che raggiungevano la riva. La vita a Villa René era rilassata, aperta e libera. Per la colazione si preparavano thermos di tè e caffè che restavano sul tavolo, così tutti erano liberi di prendere quel che volevano al loro risveglio. Poi le persone si disperdevano verso le spiagge. 

René Podbielsky and some friends on the Piazzetta, Porto Cervo, 1968

Da sinistra: Lord Snowdown, René Podbielsky, la Principessa Margareth d'Inghilterra a Villa René, Liscia di Vacca

E' molto più semplice offrire ospitalità al mare che in città. Gli ospiti possono andare e venire, girare per casa o in terrazza e incontrarsi, conoscersi meglio. I nostri ospiti non appartenevano soltanto a quella categoria di privilegiati i cui nomi appaiono sempre nelle riviste e nella cronaca rosa, la maggior parte di loro aveva altri meriti. C'erano persone della nobiltà, rappresentanti dell'arte o dello spettacolo, molti dei quali avevano lavorato con René per l'European Festival Review, e ovviamente cari amici ai quali volevamo offrire una vacanza speciale e la cui compagnia era per noi un vero piacere. 

Poi, in anni più recenti, la presenza di celebrità in Costa si fece più rara. La curiosità che inizialmente suscitava la Costa Smeralda s'era un po' spenta come forse anche il nostro interesse ad incontrare tutta quella gente famosa. René era un ospite affascinante, pieno d'attenzioni e immaginazione, sempre che si evitasse d'annoiarlo con conversazioni stupide o con un'eccessiva irrequietezza o avidità di divertimento. Se le signore sedute con noi si mettevano a parlare di ricette o di moda, chiamava il nostro Antonello e diceva: "Non vedo perché io debba annoiarmi alla mia stessa tavola. Per favore, portami il dolce in camera". Antonello metteva il dolce su un vassoio e i due se ne andavano in camera di René. Nessuno s'offendeva mai e tutti erano d'accordo nel perdonargli queste piccole manifestazioni d'impazienza. René non voleva accettare la noia ma allo stesso tempo era disponibile ad aiutare, dare consigli pratici, risolvere problemi e deliziare gli ospiti. Ci riusciva sempre, e lui e Villa René hanno regalato ad ospiti ed amici lunghi giorni d'incanto.


Scritto da Giséle Podbielsky for Coast Magazine nel 2001.

The Maison Du Port, Porto Cervo's first Building, in 1965


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