ISOLATI
COME  SARÀ  L’ESTATE 2020 IN SARDEGNA ?

Quanti saremo

Ci sarà meno gente. A qualcuno non piacerà, ad altri moltissimo. Quelli che ci saranno, però, avranno dimostrato di essere avventurosi e amanti dell’isola. Come premio troveranno una Sardegna tranquilla, pulitissima e grandi spazi lasciati vuoti dai tanti che quest’anno non potranno arrivare. Esserci avrà il sapore di un’avventura, di un momento eccezionale, e ci ricorderà che eccezionale è sempre stato.  Pare che sia in arrivo un’estate africana: l’isola sarà il rifugio ideale, con le sue brezze costanti, le temperature mitigate dal mare, e la proverbiale ospitalità sarda, un balsamo per i molti che hanno sofferto perdite e isolamento. 

"Isolatevi" fu il primo slogan di Alisarda, un gioco di parole che torna attuale e fa pensare a come sarà questa speciale estate in Sardegna.





Chi ci sarà?

È facile: vedremo arrivare gli armatori di barche grandi a sufficienza per attraversare il Tirreno o costeggiare la Corsica fino a noi. Vedremo arrivare chi vola col proprio aereo, elicottero o mongolfiera, ci saranno i proprietari di una casa, grande o piccola, gli armatori di camper e di qualunque soluzione che permetta di abitare uno spazio proprio. Sembrerà di essere negli anni 70, giusto una cinquantina addietro, anche se non ci saranno più le figlie delle nobili dinastie italiane a posare per i giornali di moda come si faceva allora. La differenza è che non si potrà socializzare così liberamente, un peccato: una delle cifre del divertimento della Costa di quegli anni era proprio la probabilità che chiunque aveva di incontrare una star del cinema davanti a un cappuccino e improvvisare una giornata insieme.



In albergo

La vita in albergo sarà distensiva, anche qui non immaginiamo sovraffollamenti. Gli albergatori avranno la possibilità di tenere il personale in casa, certificare attraverso il famoso tampone che tutto il personale è sano e, di fatto, in quarantena dentro la struttura. I protocolli di pulizia saranno senz’altro adeguati. L’ atteggiamento verso gli ospiti può essere uno solo: proteggere e rassicurare i più timorosi, contenere gli esuberanti. Sarà interessante vedere come ciascuno riuscirà a creare per il suo ospite un percorso accettabilmente sicuro. Verso il cibo, verso il mare, verso la propria stanza. Come agenzia di comunicazione CoastPR abbiamo già fornito diverse consulenze in materia, suggerendo modi creativi su come travestire agguerrite squadre sanificatrici da ape operaia, da orsetto lavatore o da droide protocollare C3PO.






Il divertimento

Mancherà il grande pubblico dei locali affollati, la platea degli eventi sportivi e mondani che saranno ridotti all’osso. Ma ci sarà spazio per nuove forme di divertimento. La natura ne offre già tante. E i locali si inventeranno attività, isole di amici e conviventi, nuovi modi di interagire rispettando le distanze. Offriranno garanzie sulla disinfezione di bicchieri e cannucce, e pubblicheranno le misure adottate per evitare che qualche virus indesiderato riprenda a lavorare quando è ovvio che è la stagione delle vacanze. 



I trasporti

Navi e aerei affronteranno il problema di trasportare i passeggeri in sicurezza. Ci saranno direttive nazionali a riguardo, quindi parlarne è inutile. Al momento si punta sulla richiesta di un certificato medico e su un controllo rapido all’arrivo. Le navi? Una buona soluzione. Chi non si fida troppo porterà le sue lenzuola e si disinfetterà la cabina a modo suo. Molte viaggiano di giorno, eliminando il problema. Sette ore sul ponte, a debita distanza dagli altri passeggeri, potranno farci rivivere Oceano Mare di Baricco: si cercano già sosia di Tim Roth per impersonare il pianista di bordo durante le traversate. Una volta arrivati, tutto sarà diverso, meno scontato e, se vogliamo, più interessante.



In spiaggia

Sarà infatti con diverso spirito che faremo il bagno. Chiederemo nel nostro intimo all’acqua di lavar via lo stress accumulato in questi mesi. Riconoscenti, raccoglieremo piccole plastiche e rifiuti, anche se di altri, per tenerle lontano dal mare. Non ci saranno barriere di plexiglas né ticket di precedenza. Tanto non ci sarà molta gente, e il maestrale non avrebbe pietà di nessuna struttura di questo tipo. I lettini saranno distanti. Lo spazio in più si potrà riempire con servizi a cura dei gestori, evitando così strane file in mascherina al banco. L’abbinamento costume da bagno - mascherina e la loro intercambiabilità potrà deliziare sin d’ora i più dotati di immaginazione. Stiamo lavorando a dei coordinati. 




Bar e ristoranti

Anche qui le dimensioni contano. La regola è la distanza e quindi ci vuol posto. Il posto si può fare non solo nello spazio ma anche nel tempo, offrendo la possibilità di mangiare a qualsiasi ora, come nel mondo globalizzzato, e spalmare i propri clienti nell’arco della giornata. Ognuno potrà vivere così in un suo fuso orario, come se avessimo tutti il jet set, pardon, il jet lag. Potrebbe essere un’idea organizzare un carrello portavivande per ciascun tavolo ed evitare così troppa prossimità tra clienti e camerieri. I camerieri avranno i guanti? Si, li avevano anche alla corte dello zar. 



In barca

Le barche saranno un modo sicuro per stare insieme e a distanza dagli altri, godendosi come sempre uno dei mari più belli del Mediterraneo. Per i diportisti che potranno raggiungere l’isola sarà un’estate di certo memorabile, e i più anziani si ricorderanno di quando a Spargi, in ottobre, c’erano “massimo due barche”. Il modello delle crociere alle isole sul barcone affollato sarà da rivedere ma gli armatori, da bravi professionisti, sapranno inventarsi doppi turni, numeri chiusi e crociere particolari. Le mascherine a bordo saranno utili anche se l’abbronzatura potrebbe prendere fogge inusuali. 



Il lato psicologico

Molti saranno qui per dimenticare. È un dato non trascurabile. Sarà un processo più intimo che dichiarato e, in un certo senso, più autentico. Non è per togliere qualcosa alle sbronze con gli amici che hanno una loro funzione consolidata dall’antichità, ma in quarantena abbiamo imparato che essere “centrati” ha i suoi perché. Nell’incertezza esterna, è bene avere dei riferimenti nella propria personalità. A questo riguardo aiuterà molto migliorare il rapporto con la natura. Decidersi finalmente a cambiare molte delle nostre abitudini inquinanti, valutare individualmente quanto CO2 produciamo (ci sono molti siti che a spanne te lo dicono, basta cercare Carbon Footprint Calculator) fare attenzione alla plastica monouso etc… ci farà sentire sicuramente più “attuali” e a posto con la coscienza.



La Sardegna come esempio

Il secondo buon motivo per raggiungere la Sardegna - quest’estate come le altre - è riflettere sui valori e lo stile dei sardi: vita all’aperto, isolamento, riflessività, prudenza, cultura, rispetto e attenzione agli altri, attenzione agli equilibri naturali. E medicina preventiva, intesa come stile di vita sano, cibo genuino, poca promiscuità, onestà nei rapporti. La cultura sarda promuove generosità ospitalità. Richiede alle persone di essere autentiche, valide e disponibili. È un mondo senza tempo contro gli eccessi del moderno. È vero, guardando in fondo al gioco, di eccessi si tratta. 



la modella Antonella Soro di Ozieri alla Cavalcata Sarda di Sassari


In definitiva

La Sardegna è una terra sostenibile con una forma mentis molto sostenibile, che ha a che fare con un futuro più possibile e interessante. Raggiungerla e viverla con piena soddisfazione in quest’anno speciale sarà, ci auguriamo, un’ottima scuola per iniziare una vita di più autentica felicità.  



S c o p r i   i l   m o n d o