GITA IN CORSICA
COAST PEOPLE LOVE BONIFACIO


Se il bollettino meteo non annuncia colpi di vento da nordovest, condizione che renderebbe assai rischioso il passaggio del canale delle Bocche, Bonifacio costituisce la meta ideale per una crociera anche programmabile in una sola giornata. Poco più di venti miglia e si cambia lingua, paese, paesaggio. Perché, oltrepassate le isole della Maddalena, lo scenario cambia radicalmente e all’improvviso, quando ci si avvicina alle falesie di calcare bianco che fanno da fondamenta a Bonifacio. 



Le antiche case in stile genovese paiono guardarci dall’alto, come sentinelle. La bianca fortezza disposta su un crinale di 1500 metri di lunghezza è costruita su uno strapiombo che scende verticale per settanta metri sul mare. L’ingresso in barca, oltre la stretta imboccatura segnata dal fanale della Madonnetta, svela a poco a poco la sorprendente profondità del fiordo di Bonifacio, il più ardito del Mediterraneo. Un porto naturale che nei secoli ha indotto l’uomo a erigere un’inattaccabile rocca cittadina che fu di strategica importanza per l’osservazione ed il controllo della navigazione tra Corsica e Sardegna.



Chiusa tra le mura e arrampicata sui saliscendi di calcare, la Città Vecchia di Bonifacio è indubbiamente il borgo della Corsica meglio conservato e più spettacolare. Fondata nell’833 dall’omonimo marchese toscano che vi si stabilì dopo una battaglia con i Saraceni, Bonifacio rimane il crocevia preferito della navigazione diportistica tra Corsica e Sardegna. Nessuno resiste all’abbraccio di Bonifacio e a quello del suo porto così magicamente incastonato. Nessuno resiste a un Pastis sorseggiato in uno dei bistrot sul mare o rinuncia a una cena a lume di candela ai tavoli de La Caravelle, che nel suo glamour marinaro serve la migliore aragosta della Corsica. 




La sua morfologia verticale, vista dal mare così estrema, farebbe pensare ad una costa non praticabile; ma al contrario, le immediate vicinanze di Bonifacio possiedono insenature calme e limpidissime. Di natura rocciosa quelle disposte sul crinale di nord-ovest come Cala di Feno, un fiordo in miniatura dai fondali di blu intenso e profondo. E poco più a nord quello di Fazio, per lungo tempo base della storica scuola di vela dei Glenans. A sud-est della falesia, la costa indugia ancora con le formazioni di calcare fino al bellissimo promontorio di Capo Pertusato dominato dalla stazione meteorologica e dal faro più importante della Corsica del sud. È questo il cuore pulsante delle Bocche: da Capo Pertusato, quando il maestrale raggiunge i suoi proverbiali quaranta nodi di velocità, lo spettacolo del mare è impressionante. Gli azzurri duellano con il bianco delle onde polverizzate che frangono nelle secche affioranti e sulle isole del canale. La passeggiata al faro nelle giornate estive spazzolate dal vento, è un classico sempre in auge. 

Eppure, anche in circostanze simili, appena girato il capo, si apre uno specchio di mare ridossato, che ricorda quello di una laguna equatoriale. È il basso fondale dell’isola Piana, un’immensa distesa turchese alta non oltre un metro tra l’isoletta e la terra madre da cui la separa quasi un chilometro di mare. Come se non bastasse agli occhi, il suo celeste radioso confina con il verde smagliante che lambisce la riva: è il punto più bello del celebre Sperone Golf Club, il 18 buche più prestigioso di Francia. 


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