ARCIPELAGO NASCOSTO
10 NUOVI ITINERARI TRA I VECCHI FORTINI DELL'ARCIPELAGO
di Alice Bava


Dal mare quasi non si vedono: sono i fortini e le fortificazioni militari disseminati sulle isole dell’Arcipelago di La Maddalena, mimetizzati nelle scogliere di granito, la stessa roccia con cui sono stati edificati tra l’’800 e i primi anni del 1900. Spesso sono autentici capolavori architettonici scolpiti nelle forme delle rocce e perfettamente nascosti nella morfologia tormentata del paesaggio.



La posizione così strategica nel Mediterraneo dell’Arcipelago lo fece diventare una roccaforte già dal 1767, quando i sardo-piemontesi lo scelsero come base di appoggio per le navi della Regia Marina SardaDi oltre due secoli di storia restano centinaia di insediamenti  sani o diroccati che per la loro posizione panoramica meritano la (poca) fatica per raggiungerli. 


Raggiungibili spesso dal mare tramite piccoli approdi, da sentieri o da mulattiere, diventano così la meta degli appassionati di trekking.
Caprera, La Maddalena e Spargi sono le isole maggiormente fortificate e, a parte le grandi opere ben visibili e facilmente accessibili come i forti di Arbuticci, Poggio Rasu, Punta Rossa, I Colmi o Punta Tegge, gli itinerari più sorprendenti si snodano tra insenature selvagge. Le carte nautiche ne riportano spesso i nomi, che coincidono con quelli dei promontori o degli anfratti costieri. 

L’Ente del Parco Nazionale Arcipelago di La Maddalena fornisce mappe dettagliate sui sentieri che sono stati riaperti e dotati di apposite segnalazioni.



Per chi vuol espugnare i magnifici fortini partendo da un ancoraggio, suggeriamo:
A Caprera, quelli di Messa del Cervo e di Candeo, situati sulla costa nordorientale (Lat nord 41° 14’ 40”, Long est 9° 28’ 70”) sono tra le migliori espressioni di tecnica architettonica mimetica, con torrette d’avvistamento che paiono un prolungamento naturale dei graniti.

L’accesso dal mare è favorito da una piccola banchina, circondata da imponenti scogliere che ne custodiscono una decina.
A La Maddalena, mimetizzati sul lato meridionale della baia di Spalmatore, una delle più protette dai venti occidentali, per mezzo di un sentiero sono raggiungibili postazioni e fortini molto panoramici a picco sul mare.



Quelli dell’isola di Spargi in prossimità di Punta Zanotto, estremo nord dell’isola ed anch’essi accessibili dal mare tramite un piccolo molo di approdo, sono di estremo valore estetico e costruttivo: si dice che proprio questi edifici-scultura ispirarono il geniale architetto francese Jacques Couelle a concepire il suo personalissimo stile nella nascita della Costa Smeralda.

Non sono fortificazioni militari ma comunque due luoghi di grande interesse storico per l’arcipelago: le cave di Granito ormai dismesse di Cava Francese a La Maddalena, e quelle di Villamarina nell’isola di Santo Stefano. Entrambe in prossimità di ancoraggi ben riparati, raccontano l’epopea dell’estrazione del granito, uno tra i più pregiati al mondo.



Dal banchinamento di Cala di Villamarina, un sentiero di appena duecento metri raggiunge il cuore della cava, dove tra i cespugli sono posate le parti di quella che sarebbe stata un’imponente statua alta 18 metri, rimasta incompiuta alla caduta del fascismo nel 1943.

Cava Francese, che fa parte del Parco Geominerario, Storico e Ambientale della Sardegna istituito dall’Unesco, è un sito di grande suggestione: la vecchia locomotiva, gli argani, i vecchi binari, raccontano la sua epoca di splendore, quando tra gli anni ’20 e ’30 quel granito rosa estratto, partiva sulle navi a vela per essere portato lontano ad abbellire il mondo.

Per escursioni guidate private:

Luca Ronchi

Isule



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