GITA AL FARO
GLI 8 FARI DA VISITARE PER UNA GIORNATA DIVERSA SULLA COSTA 
E SULLE ISOLE DELL'ARCIPELAGO DI LA MADDALENA

di Valeria Serra

Quando nel 1927 Virginia Woolf scrisse il suo capolavoro “To the Lighthouse”, non poteva immaginare che quel miraggio (nel romanzo, un faro delle isole Ebridi) sarebbe diventato uno dei più potenti e suadenti simboli dell’esistenza,  un po’ la metafora del nostro spirito, delle nostre luci e delle nostre eclissi, dell’intermittenza degli stati d’animo. E lo sappiamo: continuiamo a sentirci attratti e affascinati da questi edifici sempre al limite tra terra e mare, solitari, radiosi nel sole e drammatici nella tempesta; sempre immersi nei paesaggi naturali più integri. Ecco allora come regalarsi una facile evasione là dove i protagonisti della scena sono tre: una torre, la scogliera e il mare.

Nel nord est della Gallura e nell’Arcipelago di La Maddalena l’esuberanza delle coste sottolinea la spettacolarità degli edifici che ospitano le lanterne, costruiti nei margini più impervi o nei canali di passaggio tra gli scogli affioranti. Alcuni si raggiungono anche via terra, attraverso percorsi seminascosti nei profumi della macchia mediterranea; sono i fari di Capo Testa, Punta Sardegna, Capo d’Orso e Capo Ferro. Altri sono disseminati tra isole e isolotti ed anche in piena estate sono angoli di puro silenzio: Il faro dell’isola di Razzoli, il faro di Punta Filetto a Santa Maria, il faro degli Isolotti Monaci e quello delle Isole Corcelli. I più grandi sono stati abitati fino a qualche decennio fa dai guardiani e dalle loro famiglie ma oggi sono abbandonati e solo periodicamente un farista raggiunge la lanterna per i controlli e la manutenzione degli impianti d’illuminazione automatica. 

Via mare o via terra, ecco una mini guida per conoscerli.


IL FARO DI CAPO TESTA

Cinque chilometri ad ovest di Santa Teresa di Gallura, dopo aver percorso la strada panoramica fino al limite dell’area della Marina Militare tra le spettacolari rocce di Capo Testa, il faro domina le Bocche di Bonifacio. Costruito nel 1845 sorge in un promontorio di fantastiche rocce di granito che sul mare disegna piccole insenature e minuscole spiagge. Meraviglioso sempre: durante le mareggiate di maestrale e Tramontana o con l’assoluta bonaccia.


IL FARO DI PUNTA SARDEGNA

Da Palau, percorrendo la strada che attraversa Porto Raphael fino all’estremità nord, Punta Sardegna si presenta con il suo faro bianco che guarda il sud dell’isola di Spargi. Costruito nel 1913, dal 1995 ospita al suo interno una base di studio della O.C.E.A.N.S. Osservatorio Coste e Ambiente Naturale Sottomarino.


PUNTA CARDINALINO (CAPO D'ORSO) 

Raggiunto il parcheggio nei pressi della Roccia dell’Orso, si segue la strada bianca in direzione della fortezza ben visibile ad est: prima di raggiungerla, un sentiero scende a sinistra fino al faro. Un percorso di circa mezz’ora che lambisce rocce e vegetazione. Un piccolo molo e gli anfratti attorno al faro sono stupendi specchi d’acqua per un bagno.


IL FARO DI CAPO FERRO

Da Porto Cervo, la strada per Capo Ferro termina in prossimità del faro: sono visibili la vecchia costruzione del 1861 e quella dei primi del ‘900. Il faro, di segnalazione aerea e marittima, ha una portata luminosa di 24 miglia e segna l’ingresso sud orientale delle Bocche di Bonifacio. Da questo punto si ha una strepitosa visione sul mare tra Caprera e la costa ed in particolare, è uno degli spalti migliori per seguire le grandi regate dello Yacht Club Costa Smeralda. (FOTO CARLO BORLENGHI)


IL FARO DI PUNTA FILETTO (solo via mare)

Quando le spiagge dell’isola di Santa Maria sono troppo affollate, questa è una meravigliosa tregua: una passeggiata fino al faro di Punta Filetto raggiungibile in venti minuti dalla strada bianca che parte dal molo della spiaggia più grande. Oggi è a funzionamento automatico ma fino al 1969 ospitava alcune famiglie e una scuola per dodici bambini, la scuola più settentrionale della Sardegna.  (FOTO TIZIANO CANU)


IL FARO DI RAZZOLI (solo via mare: poi dal pontile di Cala Lunga a piedi)

Costruito nel 1843, il faro di Razzoli è il più antico di tutto l’arcipelago. Prima dell'arrivo della corrente elettrica, la grande lampada d'acetilene richiedeva, per l'accensione, il lavoro di cosi tante persone che nell'edificio abitavano sei famiglie. La costruzione ormai abbandonata è semi-pericolante ma di grandissimo fascino. Si raggiunge percorrendo il sentiero che parte dal piccolo molo di Cala Lunga.   (FOTO TIZIANO CANU)


ISOLOTTI MONACI (solo via mare)

È una torre bianca che svetta da scultoree rocce di granito che emergono dall’acqua. Splendido isolamento per una giornata di sole e di mare primitivo. Vi si può approdare dopo aver ancorato nel lato a ridosso e salire per mezzo di una gradinata scolpita nel granito. Il faro funge spesso da boa naturale per le grandi regate veliche. (FOTO CARLO BORLENGHI)


IL FARO DELLE ISOLE CORCELLI  (solo via mare)

La torre dipinta a righe rosse e nere, edificata nel 1936 per far luce sul pericoloso passaggio marino, segna la sommità dell’isolotto di Barrettinelli di Fuori. Un isolotto incantevole tutto roccioso e accessibile dal lato sud dove un minuscolo approdo consente di salire sulla scogliera.



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