ABBANDONATI NEL BLU
Il self-marooning, una moderna pratica romantica

Il tema dell'isola deserta, della sopravvivenza, dell'abbandono sono legati al concetto romantico (e aromatico) dell'avventura. 

Con marooning (che forse deriva dallo spagnolo Cimarron, selvaggio) s'intende la pratica di abbandonare un uomo su un'isola deserta, anche solo un atollo o una striscia di sabbia in bassa marea, con pochi viveri e una pietosa pistola. L'abbiamo visto in "Pirati dei Caraibi" il reietto (il capitano Jack Sparrow, nel film) veniva beffardamente nominato Re dell'Isola - o dell'atollo - e condannato così a morte certa. Ma avvenne che il pirata Edward England, capitano, o William Greenaway, marinaio, e tanti altri sopravvissero a questa punizione che il codice piratesco del 17° e del 18° secolo infliggeva per reati come la truffa o l'appropriazione indebita a danno di altri pirati (naturalmente). 


Alexander Selkirk, per esempio, fu naufrago volontario su un'isola al largo del Cile da un galeone che lui giudicava - a ragione, visto che affondò poco dopo - non in grado di affrontare l'oceano. Sopravvisse quattro anni e ispirò a Daniel Defoe il Robinson Crusoe. 

Il portoghese Fernão Lopez fu abbandonato a Sant'Elena nel 1513 senza una mano, che gli era stata tagliata per essersi ammutinato, e ripescato nel 1545. 

Gonzalo de Vigo era un marinaio Galiziano che disertò dalla flotta di Magellano e sopravvisse incredibilmente cinque anni sull'isola di Guam dove fu ripescato da García Jofre de Loaísa, comandante della spedizione spagnola cui si attribuisce la seconda circumnavigazione del globo, anno domini 1526.


Le storie delle isole raccontano anche di una donna, Marguerite de La Rocque, una nobile francese abbandonata dal marito geloso su un'isola del Golfo di San Lorenzo, al largo del Quebec insieme al suo presunto giovane amante e ad una fantesca, bontà sua, nel 1542. Marguerite ce la fece cacciando animali selvatici finché non fu trovata da una barca di pescatori. Tornò in Francia e raccontò le sue avventure a Margherita di Navarra. La regina, che amava scrivere, la incluse nell'Heptameron, una raccolta di racconti ispirati al Decamerone di Boccaccio pubblicata nel 1558. 

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 Chunosuke Matsuyama era un marinaio giapponese vissuto alla fine del settecento. Si era dato, con una quarantina di compagni, alla caccia di un tesoro nascosto in un'isola del Pacifico meridionale quando una tempesta lo portò a far naufragio su un atollo corallino. Sulle prime pensò d'esser stato fortunato, ma dovette accorgersi che l'isola non offriva sorgenti d'acqua dolce né piante commestibili ad eccezione di pochi cocchi. Sopravvissero per un po' di piccoli granchi, ma alla fine morirono di sete. Vistosi perduto, Matsuyama scrisse questa storia su pezzetti di corteccia che infilò in una bottiglia e affidò al mare. Nel 1935, un secolo e mezzo più tardi, la bottiglia fu trovata da un collezionista d'alghe sulla spiaggia di Hiraturemura, paese natale di Chunosuke Matsuyama... è un concetto sufficientemente romantico?


MOVIES

▪ Mr. Robinson Crusoe, di Douglas Fairbanks, 1932

 ▪ Lina Wertmueller, ravolti da un insolito destino nell'azzurro mare d'agosto, 1974

 ▪ Castaway, di N.Roeg, con Oliver Reed, 1986.

 ▪ Cast Away, di Robert Zemeckis, con Tom Hanks, 2000




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