COMMA 22
CHIUNQUE DICHIARI DI ESSERE GEORGE CLOONEY NON È GEORGE CLOONEY

Gironzolare intorno al set di Catch 22, la mini serie televisiva che George Clooney ha finito di girare a Olbia come produttore, regista e attore, faceva un po’ impressione. È per via delle divise indossate dalle comparse: marroni, pesanti, inadatte proprio come quelle vere. Il film si ambienta nella seconda guerra mondiale e le facce dei ragazzi sono realistiche, sofferenti sotto il caldo. Questi però, per fortuna, son tornati tutti a casa . . .


Comparse in un momento di pausa

Comma 22 è un articolo del codice militare ben noto agli odierni cinquantenni che leggevano le famose strisce "Sturmtruppen" di Bonvi che, sull’assioma “chi dice di essere pazzo non è pazzo”, ci aveva costruito le sue strisce più divertenti. La sceneggiatura del film, basata sul libro omonimo di Joseph Heller, gira intorno a questo tema. Non si può dire di più, ma tutte le follie della guerra vi sono ben rappresentate. 


Per tre mesi la Gallura è stata messa soqquadro da Comma 22. Un po’ lui, Clooney, sempre in giro con lo scooter a provocare emozioni e svenimenti alla vista di uno degli uomini più famosi del mondo (pensateci bene: nulla ti rende popolare come il cinema, nemmeno diventare un capo di stato). Una mattina, sulla strada dalla sua villa di Puntaldia fino al set, un signore di passaggio lo ha pure investito, causando un piccolo tsunami sulla stampa mondiale, da “Brutto incidente stradale per George Clooney” a “Contusione a un ginocchio per George Clooney”.


I casting, durati settimane, sono stati sovraffollati non tanto per la ricompensa in danaro (80 euro al giorno la diaria più bassa) ma per la voglia di vedere finalmente un set dal vivo e, si, perché no, battere un cinque con la star, già di casa in Sardegna dai tempi in cui flirtava con la “nostra” Elisabetta Canalis. 

Poi finalmente il via alle riprese che, sebbene ostacolate dalla pioggia che non si era mai fatta vedere con tanta insistenza nel giugno sardo, sono andate avanti a ritmo serrato. Inizio trucco e costumista alle 4 del mattino per prendere la preziosa prima luce dell’alba, la caccia agli approvvigionamenti e cibo e bibite e frutta fresca per 400 persone ogni giorno e le ricerche delle mille piccole cose che servono continuamente sempre su un set che deve andare avanti.

Un gran daffare. Un grand'affare. 

Il colonnello Gavino Riva · Una giovane comparsa stremata dalla guerra

Dall’Oregon, in una settimana di volo, è arrivato un bombardiere originale degli anni 40 che due piloti, tra cui una signora molto garbata, hanno portato sfiorando il circolo polare artico via Canada, Groenlandia, Islanda, Inghilterra e Francia, creando stupore tra i moderni jet allineati davanti all’Aviazione Generale di Olbia. E ancora di più quando, in piena notte, la signora molto garbata si è prodotta in un lancio di vere bombe sul campo adiacente l’ex aeroporto di Venafiorita. È qui infatti che si sono girate le scene sarde del film, a tre chilometri dall’aeroporto Costa Smeralda, una location geniale condivisa con il centro elicotteri del nucleo operativo dei Carabinieri.  

Una nota favorevole va alla Film Commission della Sardegna, diretta ora dal regista sassarese Antonello Grimaldi. La Film Commission sarda è stata inesistente fino a oggi ma speriamo che, prendendo magari esempio da quella pugliese (che qualche anno fa ci soffiò le puntate di Beautiful) ci porti in Sardegna sempre più produzioni. L’uscita di Catch 22 è attesa per il 2020. 



S c o p r i   i l   m o n d o