CON IL VENTO NEI CAPELLI
5 MODI PER GODERSI LA COSTA ANCHE SE SOFFIA IL MAESTRALE 

Cielo terso, acqua e sale spinti a buona velocità da un motore a 30-40 cavalli che chiamiamo maestrale. Non tutti lo amano perché è duro andare in spiaggia, perché fa sbattere le porte di casa e sbuffare la gente. Ecco come trasformare, in cinque abili mosse, il ventoso dilemma in opportunità.

Surfer a Porto Pollo, il paradiso del windsurf - e del kitesurf - conosciuto in tutto il mondo. 

1.  Andare fino a Porto Pollo, non nell’istmo ma verso la foce. Nascondersi in una delle dune dal lato sottovento, cercando di non calpestare il tappeto di elicriso. Tutt’intorno si sentono gli aquiloni dei Kite Surf fendere l’aria a tutta velocità. Ottimo avere - o far finta di avere - con sé: qualcuno che ci vuole bene | 1 valigetta di vimini con: 1 tovagliette di fiandra | 1 arancini di riso | 4 babà della pasticceria napoletana di Palau | 1 litro di spremuta d'arancia e tequila.


2.  Trovare la spiaggia più riparata dal maestrale e abbronzarsi all’inverosimile. Il limitato affollamento candida alla scelta anche spiagge lontane dai soliti percorsi: le più riparate, dove il vento quasi non si sente, come le spiagge di Portisco e Porto Rafael, si trovano su Coast App, download gratuito e veloce e tutte le spiagge a portata di un click.


3.  Scoprire che il vento ci piace un sacco e andare verso Capo Testa, a Santa Teresa di Gallura: "quando il gioco si fa duro i duri cominciano a giocare (cit. John Belushi - Animal House). Dal promontorio si vede un mare davvero infuriato, forse perché dopo tanta corsa deve stringersi tra la Sardegna e la Corsica, manco fosse nella metropolitana di Tokyo.


Le rocce di Capo Testa  in una (spettacolare) foto di  Carlo Borlenghi

4. Fare un bel giro in macchina, che non sarà sguarnita di generi di prima necessità: musica come si deve, il rock, per esempio, sposa bene l’agitazione che il vento teso incute al paesaggio, gli assoli sono raffiche che spingono la macchina in avanti. I coraggiosi si spingano ancora verso ovest: a sud di Santa Teresa, in un posto chiamato Cala Pischina, alcuni eroi moderni cavalcano il mare infuriato su tavole da windsurf. Come ulteriore dotazione, per il calar della sera, consigliamo un termos di caffè corretto con grappa artigianale sarda.


5. Cedere al cibo. Rinnegare i buoni propositi e prenotarsi a tutti i tavoli dei ristoranti della Costa. A Porto Cervo ci sono il Finger's e, tra quelli che fanno la stagione lunga ci sono  Basara Sushi Pasticceria alla Promenade du Port, per esempio, che ti porta il sushi anche al mare: che stile! Ma anche lo Spinnaker, il Prince Café e i Frati Rossi. A Poltu Quatu l’Aruanà, il churrasco brasiliano. A San Pantaleo Il Fuoco Sacro, il ristorante gourmet del Petra Segreta, dello Chef Luigi Bergeretto, Giagoni in Piazza, entrambi entrati a ragione nella ristretta cerchia degli eletti della Costa Smeralda, ma anche Il Piccolo. Colazioni da Lu Pasticciu a Castelcervo o Sa Conca, pizze alla Terrazza sopra il Delfino ad Arzachena, il top è MATT'S a Portisco. Pesce fresco a Golfo Aranci e a Porto Pozzo. Da provare, appunto, sulla strada per Santa Teresa, l'ottimo (e riparato) SINTONIA a Porto Pozzo, super ristorante e pizza gourmet.

Non possiamo citarli tutti: per una ricerca approfondita usare Coast App. 




Sailing Sweet - creazione di Luigi Bergeretto, chef and patron al Petra Segreta Resort, San Pantaleo


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